martedì 29 maggio 2007

Riflessioni linguistiche

Più conosco l’inglese, più mi rendo conto che è una lingua che mi piace. E’ una lingua alla mano, accessibile a tutti e, se non fossimo pigri italiani, tutti, dal primo all’ultimo, riusciremmo a spiccicarne almeno qualche parola: basterebbe smettere di doppiare i film.
D’accordo, abbiamo i migliori doppiatori del mondo, e non è un luogo comune, ma godersi un film sentendo la vera voce di Dustin Hoffman o quella di Woody Allen (per quanto quest’ultima sia incredibilmente simile a quella del doppiatore) è,almeno per me, tutta un’altra soddisfazione. Senza calcolare l’automatico apprendimento di almeno qualche parola della lingua che saremmo costretti ad ascoltare.
In più talvolta le traduzioni sono assolutamente forzate e rischiose: come la traduzione delle canzoni dei musical, che stravolgono completamente il testo originale (in My fair Lady, Eliza canta “La rana in Spagna gracida in campagna”, nella versione inglese “The rain in Spain stay mainly in the plain”!!)

Ma l’inglese non mi piace solo per la banalità della sua grammatica e la facilità con cui può essere assimilata, ma anche e soprattutto per la semplicità del suo lessico che porta a superare senza difficoltà problemi di ordine pratico.

Esempio: Quanti termini abbiamo in italiano per definire la persona con cui usciamo e a cui siamo sentimentalmente legati?Troppi, il che genera sempre non poche confusioni, soprattutto nelle menti delle fanciulle paranoiche.
Usare ‘fidanzato’ è spesso e volentieri troppo impegnativo, e, almeno la sottoscritta si è sempre trattenuta dall’utilizzarlo, in quanto collego immediatamente la parola a trine, merletti e romanticismo ‘800esco.
‘Amante’ decisamente troppo sbilanciato verso il sesso, e poco appropriato nel 95% dei casi. ‘Compagno’ suona a dir poco ridicolo e comunisteggiante. ‘partner’ mi sa più di aziendale, ‘amico’ …bhè lasciamo stare…”Lui è Giangiacomo il mio (*plin *plin) amico”. Ovvio che alla fine si parla di ‘ragazzi’ e ‘ragazze’ : termine adatto a chi ragazzo effettivamente è, ma trovo assai patetico che amici dei miei genitori, che di giovanile hanno ben poco, si riferiscano ancora al/lla proprio/a ragazzo/a!

In inglese invece è tutto più facile. Due possibilità:
-Engaged: nel caso in cui ci sia effettivamente una proposta di matrimonio di mezzo
-Boyfriend/girlfriend: in tutti gli altri casi
Fine dei problemi!

Oppure: il grande dilemma di quando si deve dire ‘ti voglio bene’ e quando si può azzardare un ‘ti amo’.
Quando si vuole bene e quando si ama?
Non è una domanda da poco, stabilire il limite tra affetto e amore.
Gli anglofoni fanno prima: non se la pongono!
Dicono a tutti I love you ..e fine!
Molto più comodo, si dice I love you alla zia Pina, e si dice I love you al fidanzato: pochi dubbi amletici!

Vorrei inoltre spezzare una lancia a favore della parola che considero più simpatica di tutto il dizionario inglese: jellyfish!
Se facciamo la traduzione letterale di jellyfish, viene fuori pesce (fish) di gelatina (jelly)!
E qui partono non poche fantasie per immaginarsi quale animale della barriera corallina sarà mai così carino da meritarsi un nome tanto simpatico: non lasciatavi andare viaggi dell’immaginazione, la dura realtà è un’altra.
Il jellyfish altro non è che la medusa!
Ebbene sì. L’antipatico e urticante abitante del mare, in inglese ha un nome assolutamente fantastico.

Ma l’inglese si sa che ha questa capacità di rendere fighe le parole, anche se molto spesso questa nostra convinzione nasce dal fatto che non conosciamo assolutamente una cippa della suddetta lingua ( e si torna al punto di partenza!)
Vagando per il web ho infatti trovato un elenco di traduzioni di nomi inglesi che vi riporto:
Naomi Campbell, la Venere nera, in Italia non sarebbe altro che Naomi Campocampana.
William Shakespeare se avesse avuto la sfiga di essere nato a Verona, dove ha ambientato la sua tragedia più famosa, si sarebbe chiamato Guglielmo Scuotisospiri.
David Backham non avrebbe uno stuolo di fans così compatto se giocasse nella nazionale italiana e si chiamasse Davide Vascaprosciutto.
Né Freddy Mercury sarebbe andato lontano se fosse stato registrato all’anagrafe come Federicuzzo Mercurio.

Non so se le traduzioni siano effettivamente esatte, ma sfido chiunque a non sentirsi un idiota ascoltando una canzone di Damiano Riso (Damien Rice) o di Nello Giovane (Neil Young) o affittando un film di Tommaso Crociera (Tom Cruise)!

Ma soprattutto, ne approfitto per ricordare a tutti che la nazione più potente del mondo, e gran parte della politica internazionale è nelle mani di un individuo che porta il nome di Giorgio Camminatore Cespuglio!!

E con questo concludo, e invito tutti alla riflessione!
Baci
betta

lunedì 28 maggio 2007

Betta&Deid bonariamente vs Myspace

Io e Deid ci siamo misurati sul fenomeno Myspace. Mi hanno fatto riflettere su questo argomento due cifre in cui sono capitata per caso:
100 milioni e 580 milioni
La prima è il numero di iscritti al sito in questione, la seconda sono i dollari sborsati dal padrone di casa Mr. Murdoch nel 2005 per acquistarlo. Inoltre DeiD mi ha complicato ulteriormente la vita perchè non sono cento ma 150 i milioni di iscritti e aumentano con circa due nuove iscrizioni al secondo!!!!
Facciamo un rapido calcolo: se l’Italia e la Francia hanno circa 50 milioni di abitanti a testa, sarebbe come dire che ogni francese e ogni italiano hanno una pagina Myspace. Il che ci porta ad immaginare che oramai mancano solo più le pagine con gli inquilini di una casa di riposo che in carrozzina si atteggiano a poser di fronte al primo specchio E quindi sorge spontanea una domanda…qual è la chiave del successo di Myspace?
Deid sostiene la tesi secondo cui Myspace ha successo proprio perchè è una riproduzione in miniatura della vita, con tutte le confortanti sicurezze che una cosa più piccola e gestibile può dare. Non abbatte la ghettizzazione, il metallo con il metallo, l’emo tra gli emo, la sfiga tra la sfiga. Basta vedere le top friends per capire come ognuno riporta su myspace le abitudini e i giri di persone.
Permette di complimentarsi con una persona nascondendosi dietro le foto che ci fanno apparire al 140% grazie a photoshop, foto che spesso e volentieri rasentano il porno!

Fatto questo si possono formulare altre svariate tesi:dalle più banali come il desiderio di farsi nuovi amici, di baccagliare, di avere un modo in più per cazzeggiare.
alle più filosofiche, come crearsi propri standard; per estraniarsi dalla realtà e vivere in quella virtuale, perché è sintomo della fretta della nostra generazione che invece di dedicare tempo alla costruzione di un sito o di un blog, preferisce crearsi un semplice identikit perdendo così d’identità e blablablabla
In realtà, per quanto mi riguarda, credo che il banalissimo motivo sia perchè è cool. Ormai ce l'hanno tutti Maispeis (me compresa, in quanto cooooolissima...;), se non ce l'hai pure tu sei un loser.
Becera ironia e terminologia americaneggiante a parte,alla fine credo fermamente che Myspace sia una moda e che da questo derivi il suo successo. Sono andati di moda i pantaloni a zampa di elefante negli anni ‘70 I capelli cotonati negli anni ‘80E ora va di moda myspace. E’ nato nel 2005, ha raggiunto il suo apice nel 2006, declinerà in un paio d’anni (su questo Deid non è d’accordo, a suo parere anzichè declinare si evolverà o collasserà per l’eccesso di gente).
Mentre si avvicina l’apocalisse myspaceiana, mi interrogo su alcuni fenomeni del sito.
Innanzittutto: ma la gente che vedo sempre online, ce l’ha una vita propria (a parte te Deid che sappiamo che sei al lavur:)? (ahahah in verità io sono di quelli che cazzeggiano sempre). Gente che ha 2000 amici... che cosa fa nel resto della vita a parte accettare gli add?Vi prego risolvete l’arcano! Mangiate?Bevete?Dormite o rimanete sempre svegli a vigilare la pagina? Caspita..E’ gente che ha 78 pagine di commenti …ovviamente perché ad ogni nuovo amico spetta il solito messaggino di benvenuto! (Deid arrossisce perchè ne ha più di 60)
Spezziamo anche una lancia ai fantastici convenevoli su myspace
Ciao…grazie della request!Piacere Elisabetta
Ciao….grazie a te per l’add!Piacere Deid

…E via dicendo!Le prossime edizioni del Galateo probabilmente dedicheranno un capitolo ai modi per avere rapporti urbani e civili su Myspace, quasi a mettersi un virtuale tovagliolo davanti alla bocca se si è costretti a parlare con ancora il boccone ingerito a metà.

Insomma ragazzi qui vi salutiamo, sperando che si capisca questo nostro delirare sull’ancora mezzo nascosto territorio di myspace, e nel frattempo iniziando ad allenarmi con il galateo ringrazio chi in quest’anno ho mancato di ringraziare per eventuali add e/o request.

Sottilineo che ci siamo presi qualche riga per sputare nel piatto in cui mangiamo quotidianamente, in quanto siamo entrambi assidui e orgogliosi frequentatori di Maispeis, non per buonismo o per attaggiarci da alternativi sopra la massa, ma perchè siamo complici delle contraddizioni di ogni giorno: come tutti gli altri siamo rassegnati scrutatori non votanti.

Perchè se la vita è un’ipocrisia che amiamo, e myspace è una vita in miniatura, allora noi abbiamo nei suoi confronti un affetto in miniatura. Ma pur sempre un affetto!!!(Il finale è di Deid, rendo merito *si toglie il cappello e accenna a un inchino*;)
Bye
D&B
Articolo scritto il Lunedì, Maggio 28th, 2007 alle 15:20 e archiviato in 4 mani. Puoi tenere traccia di tutte le risposte a questo post abbonandoti ai RSS 2.0 feed. Puoi scrivere un commento, o fare trackback da un vostro sito.

mercoledì 23 maggio 2007

Provino o Privato?questo è il problema.

hostingfiles.net

Ho davvero bisogno di un consiglio da chiunque capiti in questo blog.
Mi si presenta un grosso, grossissimo problema. Una scelta che quella di Amleto a confronto non era nulla.
Premettendo per tutti quelli che non mi conoscono che amo perdutamente recitare e che ho rinunciato a malincuore di dedicarmici completamente ripiegando su studi che poco mi interessano, di nuovo la sorte mette a dura prova le mie decisioni.

Ecco i fatti.
Ieri mi è arrivata una mail dalla mia compagnia teatrale che mi informava che l'11 giugno a Milano ci saranno le audizioni della compagnia della Rancia per la nuova produzione 2008.

(parentesi biografica....La Compagnia della Rancia nasce nel 1988 con la direzione di Saverio Marconi. Il loro principale merito è quello di aver colmato il vuoto nel panorama teatrale italiano dell’epoca, quando erano rare le rappresentazioni di musical; Compagnia della Rancia propone i più famosi titoli internazionali tradotti interamente in italiano, favorendo la divulgazione di un genere. Dopo aver messo in scena alcuni tra i musical più famosi e aver collezionato una serie di grandi successi, nel 1997 la Compagnia della Rancia, in collaborazione con Musical Italia, lancia il progetto “Grease”, il primo long-running show italiano. In pochi mesi e in sole due città, “Grease” batte ogni record di pubblico e di incasso, segnando l’inizio di un rinnovato interesse per il musical in Italia. Tra le loro produzioni più fruttuose ci sono Tutti insieme appassionatamente, Pinocchio e The producers.)
(dopo questa parentesi è lecito commentare: e a noi checcenefotte. Avete perfettamente ragione, ma volevo dare un'idea dell'importanza dell'occasione)

Ovviamente faccio i salti di gioia, mi strappo i capelli, inizio a roteare sulla mia sedia con le rotelle per la stanza, anche perchè si cercano, per l'appunto, cantanti/attrici con presenza scenica su 16-20 anni, e io ci sono alla grande.
Poi però mi blocco, faccio mente locale...11 giugno 11 giugno. NO. Non può essere. Mi lancio sul calenderio.
E invece sì.
L'11 giugno ho l'esame di diritto provato.
L'esame più improtante dei 5 anni...proprio quel giorno.
Amica Sfiga, lo so che ti sei affezionata a me...però ora stai esagernado...familiarizza con qualcun'altro, ti prego.
Ma cazzo.
L'esame per cui sto studiando da due mesi, quello a cui di sicuro ti tronano un paio di volte prima di prendere un voto accettabile.
Per non sballarmi il piano di studio e gli esami successivi, potrei darlo il 25 giugno ... e dovrei passarlo al primo colpo. sennò mi si accavallano gli esami e cado quasi inevitabilmente nel baratro dei fuori corso di Palazzo Nuovo, cosa che davverodavvero ci terrei ad evitare (si nota che sono ansiosa eh?).
Mi si presentano dunque due opzioni:

A. Non vado al provino, do l'esame. se lo passo continuo a essere la diligente di casa, mi prendo un sacco di pat pat sulla testa e un po' di soldini dai miei nonni. uao. se non lo passo, l'unione delle due delusioni potrebbe spingermi all'autolesionismo, e comincerei a prendermi a remate fortissime sulla nuca, dando finalmente un uso pratico alla canoa che abbiamo in cantina.

B. Vado al provino, non do l'esame. Se vengo presa al provino (e sottolineo che sto scrivendo con tutte le dite incrociate perchè mi sto autogufando), posso ottenere il podio di ventenne più felice del mondo. Se non vengo presa al provino (assai assai probabile, quasi certo), posso comunque dormire sogni tranquilli con la coscienza a posto, nella consapevolezza di averci almeno tentato. Rischio però di non guadargnarci una precisa cippa, anzi, di perderci i soldi di una trasferta a Milano e rendermi ancor più incasinata l'estate, dovendo studiare per due esami contemporaneamente.

Ora tocca voi, amici teleblogger, divertitevi a scegliere tra A e B, nel primo post interattivo della Betta. Fatele imboccare la strada giusta, aiutandola a superare uno dei suoi handicap, ovvero la sua innata incapacità nel prendere decisioni.

martedì 22 maggio 2007

Il decalogo per diventare valletta: ovvero essere ricca e famosa senza saper fare una precisa minchia

hostingfiles.net

Premessa:Se volete essere ricche, famose e di successo, per prima cosa dovete essere fighe.

1- Tingetevi i capelli di biondo: spiace dirlo, ma più il colore dei vostri boccoli tenderà al platino, più possibilità avrete per il successo. D’altronde gli uomini preferiscono le bionde, no?

2- Il secondo step è essere magre. Se si è bionde e si porta una 40 il grosso è già fatto.
Già, ma se avete una 44, come raggiungere in tempo utile il traguardo di due taglie in meno?
Voi vi starete già arrovellando su tabelle di calorie, minuti di ciclette e diete ipocaloriche….Ma no, care ragazze. State già fallendo nel nostro principale obiettivo, ovvero mai, mai raggiungere i propri scopi usando costanza, tempo e fatica. Il mondo è fatto per le scorciatoie ragazze!
Perché faticare, quando ci sono soluzioni più alla mano?
La bulimia è un’ottima scelta: poca fatica, ottimi risultati.
Se avete invece un buon budjet a vostra disposizione come investimento per il vostro futuro successo…bhè allora una bella liposuzione è la scelta vincente!

3- Ora tocca al look: seguite l’esempio delle nostre ispiratrici nazionali…Veline, Letterine, Leccise…o se vogliamo mirare in alto, seguite la Grande Musa Paris Hilton.
Ricordate che il Vangelo della perfetta Star incapace, esclude qualsiasi capo di abbigliamento che non sia firmato Just Cavalli e che visto che tanto si è faticato per avere un corpo da favola, bisogna tenerlo scoperto il più possibile.
Detto questo, so che il vostro buon gusto in fatto di moda saprà farvi scegliere gli accostamenti più trendy.

4- Ok, ora siete fighe. Passiamo all’educazione artistica.
Innanzitutto dovete saper cantare come Ilary Blasi, ballare come Cristina Chiabotto e recitare come Manuela Arcuri.
Lo so ragazze è dura.
I modelli sono difficili da raggiungere, ma dovete puntare al massimo per diventare una Star nullafacente.
Provateci e date il meglio di voi, e se non ci riuscite chissenefotte, tanto siete fighe.

5- Ora mi raccomando non mandate tutto all’aria iniziando a leggere libri o quotidiani. Avete mai visto Simona Ventura immortalata con la Repubblica in mano? O la Yespica che legge l’inserto della Stampa? Non mi pare, quindi evitate anche voi.

6- Apriamo una parentesi per il nome: ragazze, in tivù non sono ammesse Simone Sgargiulo o Mariangele Corgogliniti. Per cui fate un saltino all’anagrafe e date una variante fashion al nome scelto dalla mamma.

7- Adesso siete pronte per il casting. Trovatevi un’agenzia fidata, un menager pronto a mettersi in gioco per voi. Prima dei provini non mangiate e andate a dormire presto. Siate spigliate e sicure di voi….ma soprattutto siate voi stesse!Preparate stacchetti brevi, ma divertenti. Guardate negli occhi la giuria.

Se nonostante questi consigli venite depennate, datela via al produttore, e morta lì!

8- Ora siete famose!
Sììì!
Il principale obiettivo è raggiunto.
Ma non trascurate i dettagli: il gossip alimenta la celebrità e che l’essere famosi è direttamente proporzionale al numero di testate giornalistiche che parlano di voi e agli scandali che collezionate.

9- Puntate al top anche in amore e non disperate: se non trovate il vostro Fabrizio Corona, potete sempre accontentarvi di un calciatore.

10-E se volete sperimentare le gioie della maternità non segnate vostra figlia con nomi poco produttivi in ambiente televisivo: seguite l’esempio di Totti e della nostra Ilary Blasi…chiamatela Chanel!
Il suo futuro è assicurato!


Scusatemi, ma dopo un’attesa di mezz’ora dal dentista stamattina, con conseguente full immersion nel più bieco gossip di Chi, Amica e Cosmopolitan, un acidissimo sfogo era dovuto!

“La fretta e la superficialità sono le malattie del ventesimo secolo, e più di ogni altro posto si riflettono sulla stampa”
A. Solgenitsin

lunedì 21 maggio 2007

Me, myself and I

Uauarauao.
Non mi par vero....finalmente un vero blog e un primo post!

Ho sempre odiato le presentazioni e i buoni propositi, indi per cui per il primo post, che di solito è dedicato ai suddetti argomenti, ho deciso di abolire i buoni propositi, che tanto non rispetto, e lanciarmi in un giochino che circola tra i blog.

Ovvero la famosa descrizione di sè stessi in venti punti (quantità scelta arbitrariamente dalla sottoscritta, in modo proporzionale alla stanchezza, per riuscire a finire il post prima di sbattere violentemente la testa sulla tastiera). Questo unisce una necesseria presentazione, il piacere di compilare un elenco (Io aaaaamo gli elenchi) e la necessità di staccare il cervello senza preoccuparsi di dare un senso compiuto al post.

Ottimo, direi.
Evviva!La Betta in venti punti!

1. Tendo a giudicare le persone per il timbro della loro voce, e raramente mi sbaglio.
2. Ho le mani minuscole, di dimensione inversamente proporzionale all'altezza e alla misura delle mie scarpe
3. Ho un rapporto conflittuale con i miei capelli: tra i due sono loro a comadare. Per una strana legge della fisica, anche s eli tingo, dopo 3 settimane si ribellano e tornano del colore di prima. Hasta la victoria, siempre!
4. Studio Giurisprudenza e non so perchè. Ormai credo di farlo per inerzia.
5. Studio Giurisprudenza e lo faccio per inerzia, però so cosa disciplina il codice civile se mai ti capitasse di trovare un tesoro nel tuo giardino (E' di proprietà del proprietario del fondo, se però è stato ritrovato da un altro è metà dell'altro e metà del proprietario del fondo). Che culo, eh?
6. Non giro la pagina del calendario da febbraio perchè mi dimentico di farlo.
7. Credo fermamente che l'andamento delle mie giornate dipenda da come apro lo yogurt la mattina (se la linguetta si apre perfettamente:bella giornata; se ne resta un pezzetto sul lato: così così; se te ne resta pure un pezzo centrale: giornata di merda, stattene a casa)
8. Non sopporto gli errori di ortografia e neanke ki skrive kon le kappa
9. Ho una rara forma di sveglia biologica: tendo a svegliarmi presto anche se non ho dormito un cazzo. c'è l'omino della sveglia che mi impedisce di dormire per non farmi sprecare la giornata.
10. Vorrei vivere a Barcellona in una casa che si sviluppa per lungo nel Barrio Gotico.
11. Sono freddolosissima, d'inverno rischio l'ipotermia se esco senza guanti di pelle. Anche se so che i guanti di pelle mi fanno somigliare a una strangolatrice.
12. Soffro di shopping compulsivo da H&M. E' una malattia, non ci ridete sopra.
13. Ad ottobre,se tutti va bene, me ne parto per l'Australia. Trallallerò Trallalà.
14. Il mio cartone animato preferito era la Bella e la Bestia. perchè Belle era l'unica protagonista Disney con i capelli castani. e in più amava leggere:in pratica era me.
15. Come conseguenza del mio martellamento con il cartone della Bella e la Bestia e del fatto di avere una sorella minore di nome Isabella, mia madre cominciò a chiamarci la Bella e la Betta. E da lì iniziarono i miei problemi di autostima.
16. Riesco a ricordare a memoria un monologo di 4 pagine, ma non riesco a imparare il mio numero di cellulare.
17. Odio non trovare le cose, il non trovare le cose implica crisi di nervi, il chè capita molto di frequente, in quanto odio fare ordine.
18. Ho una vera e propria fissa per i ragazzi con i capelli lunghi. Sorvolo sugli altri dettagli fisici, e mi piacciono all'istante. Se sono pure ricci, è probabile che mi innamori di lì a pochi minuti.
19. Negli ultimi sei mesi, praticamente lavoro solo per pagare tutte le multe che prendo. Chiamparino a quest'pra starà stappando la bottiglia di champagne ridacchiando :"Ahahah, quella fessa della Betta continua a a prendere multe...ahah e noi ci prendiamo i soldi e festeggiamo ahahah!"
20. credo di essere l'unica persona che possa vantarsi di essere riuscita ad abbioccarsi sul sedili Ryan Air per tutta la durata di un volo Londra-Torino, nonostante abbia le gambe più lunghe di 30 cm.
21. Mi rendo conto di aver inziato il mio primo post con la parola Uauarauao e di aver ripetuto due volte vero nella seconda frase composta da 4 parole. Fantastico!

That's it!
Cheers

Betta